Da secoli utilizzata in tutto il mondo, la Canapa (Cannabis Sativa) contiene alcuni principi attivi appartenenti alla classe dei fitocannabinoidi (sono stati identificati oltre 100 sostanze di questo genere), e in particolare quelli maggiormente concentrati che sono il THC (Tetraidrocannabinolo) e il CBD (Cannabidiolo).

Mentre il THC possiede effetti psicotropi e quindi non trova impiego vantaggioso per uso umano, il CBD contribuisce a contrastare tali effetti nocivi e possiede anche altre funzioni vantaggiose, venendo quindi considerato utile per il benessere dell’organismo. Per maggiori informazioni visita questa pagina.

La comunità scientifica si è da tempo mostrata particolarmente interessata agli impieghi curativi del cannabidiolo, che possiede un notevole potenziale terapeutico verso alcune patologie.
Il trattamento di numerose problematiche di salute sia organiche che psicologiche sta infatti diventando piuttosto comune.

L’estratto grezzo della Canapa, che mostra l’aspetto di una densa melassa scura, contiene un elevato numero di fitocomposti, tra cui clorofilla, terpeni, cere e appunto i cannabinoidi.

In seguito a vari processi di raffinazione si ottengono molecole sempre più pure, fino ad arrivare all’estratto finale contenente un’alta concentrazione di CBD, che, a causa della sua composizione chimica, tende a cristallizzare.
Dopo una fase di raffinazione, si ottiene l’estratto finale puro al 99%.

Caratteristiche del CBD

Il cannabidiolo viene considerato un modulatore biochimico in quanto la sua funzione consiste nel riportare in condizioni fisiologiche (e quindi normali) l’organismo che ha subito modificazioni metaboliche di vario genere.
Infatti nel momento in cui insorge uno scompenso funzionale, il CBD entra in azione per agire direttamente o indirettamente sullo squilibrio per ripristinare l’omeostasi.

Nell’organismo è presente un sistema endocannabinoide (ECS) il cui ruolo è quello di controllare una grande varietà di processi biologici (fisici e psichici), come il senso della fame, la percezione del dolore e il tono dell’umore.
L’ECS è costituito da un insieme di recettori specifici nei confronti dei cannabinoidi (endogeni, esogeni oppure sintetici), tra cui il CBD.

I cannabinoidi endogeni attualmente isolati sono 5 e vengono sintetizzati dall’organismo agendo quasi esclusivamente su sistema nervoso centrale e autonomo.

I cannabinoidi esogeni (fitocannabinoidi), circa 113 isolati finora, sono quelli presenti nella Cannabis , tra cui i più abbondanti sono il CBD, il THC e il CBN (Cannabinolo).

I cannabinoidi sintetici infine sono prodotti in laboratorio a scopi terapeutici, per interagire con specifici recettori nervosi del sistema endocannabinoide.

Le caratteristiche del CBD si collegano principalmente a meccanismi antinfiammatori e neuroprotettivi, anticonvulsivanti, antiossidanti e immunomodulatori.

Proprietà e impieghi del CBD

Le proprietà del CBD possono quindi definirsi come segue:
– antinfiammatorie
legandosi ai recettori CB2, presenti in varie parti del corpo, la molecola antagonizza l’attacco da parte dei composti responsabili della flogosi;
– analgesiche
con un meccanismo d’azione analogo e sempre rivolto ai recettori CB2, nello specifico quelli presenti a livello del sistema neurosensoriale, il CBD contribuisce a minimizzare la percezione dolorosa;
– antiemetiche
i preparati sotto forma di olio trovano largo impiego nel trattamento di episodi di vomito, spesso conseguenti a terapie;
– anticonvulsivanti
la capacità di contenere le crisi convulsive è limitata principalmente a forme infantili di epilessia, tra cui la Sindrome di Dravet;
– energizzanti
grazie alla sua azione detossificante e stimolante sul metabolismo cellulare, il composto potenzia la rigenerazione delle cellule;
– antiossidanti
la sua notevole attività antiossidante è rivolta alla eliminazione dei nocivi radicali liberi;
– ansiolitiche
andando a compensare carenze di endocannabinoidi, il CBD è in grado di attenuare la sintomatologia collegata agli attacchi di panico e al disturbo post-traumatico da stress;
– antipsicotiche
secondo recenti ricerche scientifiche l’impiego della molecola limita la frequenza di episodi del disturbo bipolare e della schizofrenia.

Formulazioni del CBD

Le differenti formulazioni del CBD in commercio comprendono capsule, cristalli e soprattutto olio, il cui largo impiego dipende dalla sua rapidità d’azione.
Esso viene prodotto con differenti concentrazioni, rapportate alle singole esigenze e soprattutto alla finalità per cui viene usato.

I cristalli si assumono solitamente attraverso vaporizzatori e spesso si trovano in associazione a essenze naturali profumate.
Molto utili in ambienti caratterizzati da aria secca, i cristalli svolgono efficacemente la loro funzione.

Il CBD trova impiego in dermocosmesi, nella realizzazione di creme per il viso, molto vantaggiose in quanto capaci di stimolare naturalmente la rigenerazione anche degli strati più profondi della cute.

Il dosaggio di assunzione del CBD è soggettivo e dipende dalle personali esigenze sia di salute che di benessere; non bisogna dimenticare infatti che questo composto si utilizza sia a scopo terapeutico che non.
Essendo coinvolto in numerosi processi fisiologici dell’organismo, il CBD contribuisce a modulare il loro svolgimento in relazione allo stato di salute del soggetto.

Esiste un dosaggio massimo consentito che corrisponde a 1500 mg/die, un valore piuttosto elevato che si basa sulla bassa tossicità del CBD.
A tutt’oggi non esistono dati scientifici collegati al sovradosaggio.
Anche l’OMS (in uno studio del 2018) ha messo in evidenza la mancanza di effetti avversi per la salute umana in quanto il cannabidiolo ha un ottimo profilo di sicurezza e pertanto risulta ben tollerato.

Effetti benefici derivanti dall’uso di CBD

Il CBD, come accennato, possiede un insieme di benefici effetti fisici, neurologici e psichici dato che è in grado di interagire con il sistema endocannabinoide, coinvolgendo tra l’altro anche i recettori che regolano la produzione di serotonina (ormone del buonumore) e degli oppioidi (collegati alla percezione dolorifica).

Oltre alle già citate proprietà antinfiammatorie, esso agisce come broncodilatatore, facilitando la respirazione in varie condizioni di alterazione funzionale dei condotti bronchiali e quindi migliorando la qualità degli scambi gassosi alveolari.

È ormai assodato che il composto contrasta l’invecchiamento delle cellule, con conseguenze estremamente positive riguardo a tutti i disturbi ad esso collegati, tra cui la demenza senile che viene acuita dai processi ossidativi dell’organismo (contrastati appunto dal CBD).

Il suo olio viene consigliato per il trattamento dell’acne giovanile in quanto contribuisce a limitare la produzione di sebo, la sostanza maggiormente coinvolta nella genesi del disturbo.
Inoltre esso contribuisce a sbloccare i condotti sebacei, la cui ostruzione è responsabile della formazione di foruncoli e brufoli.

Le dipendenze da qualsiasi genere di sostanza possono essere trattate con CBD che, grazie all’azione modulante sulla sintesi di serotonina, è in grado di ridurre l’intensità del desiderio della persona soggetta a dipendenza, limitandone anche gli effetti neurologici.
Grazie alla sue proprietà neuroprotettive, la molecola partecipa a contenere l’abuso di farmaci ansiolitici (benzodiazepine) poiché si lega ai medesimi recettori di norma occupati dai medicinali.

In molti casi di anoressia non complicata, il composto si è rivelato efficace in relazione alla sua azione stimolante sul centro encefalico dell’appetito, da cui dipende lo stimolo a nutrirsi.
Uno dei principali vantaggi derivanti dall’olio di CBD è la sua modulabilità sui recettori neuronali che rispondono molto bene anche a bassi dosaggi.

I sintomi dell’ansia, comprendenti non solo manifestazioni psicologiche, ma anche fisiche (come tachicardia, alterazione della frequenza respiratoria, sudorazione e tremori, nausea e vertigini) vengono contenuti dall’impiego di questa sostanza che, come accennato, agisce come modulatore del sistema endocannabinoide neuronale.
Sembra inoltre che il CBD sia utile anche per curare episodi depressivi, in rapporto al suo coinvolgimento funzionale dei recettori serotoninergici.

Recenti studi clinici hanno messo in luce un probabile collegamento tra l’assunzione di CBD e l’attenuazione di manifestazioni dolorose all’apparato osteo-articolare, soprattutto per quanto riguarda l’artrite reumatoide e forme artrosiche.
In questi casi l’azione terapeutica è duplice in quanto da un lato esso riduce l’infiammazione e d’altro lato protegge le terminazioni nervose coinvolte nelle placche neuromotrici.

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