Un problema che colpisce soprattutto le donne durante la gravidanza. Parliamo di diastasi dei retti o diastasi addominale, ovvero la separazione parziale o completa dei muscoli retti dell’addome che si allungano e distanziano per far posto al feto. In genere si sviluppa durante il terzo trimestre di gravidanza periodo in cui vi è una maggiore pressione sulla parete addominale causata dalla graduale crescita del feto.

 

La diastasi addominale però, non si manifesta in modo evidente fino al termine della gravidanza. Nella maggior parte dei casi, i muscoli addominali delle puerpere riacquisteranno la loro tensione naturale entro 2-3 mesi dal parto. Quanto dopo tale periodo questo non accade e continua a persistere il divario addominale è possibile risolvere il problema eseguendo esercizi fisici mirati a far ritrovare al muscolo tensione e forza. In ultima analisi, è necessario intervenire con trattamenti chirurgici.

La diastasi addominale viene classificata sostanzialmente in base alla dimensione della separazione. Qualora tra le due metà del muscolo retto dell’addome, la cosiddetta linea alba, vi sia uno spazio di 1-2,5 cm è considerata una situazione del tutto normale. Se la linea alba consta di un divario compreso tra 2,5 e 3 cm, si ha una diastasi di grado lieve. Una separazione di grado moderato è compresa tra i 3 e i 5 cm, oltre i quali si sfocia in uno stadio grave.

Cause della diastasi addominale

Come anticipato, la diastasi addominale è causata dalla gravidanza. La probabilità di avere una diastasi addominale aumenta in gravidanze gemellari, troppo ravvicinate o se la madre ha più di 35 anni di età. Inoltre, anche la spinta durante la fase di espulsione del parto può portare alla diastasi del retto.

A queste si aggiungono altre potenziali cause come i cambiamenti di peso frequenti o troppo rapidi, seguiti da obesità, genetica, sforzi o tecniche di allenamento sbagliate.

La diastasi dei retti addominali può presentarsi anche nei bambini, ad esempio nei neonati prematuri, data, appunto, dai muscoli addominali non completamente sviluppati e collegati. Condizione, questa, che però si risolverà nel tempo senza effettuare trattamenti. Al fine di valutare l’effettiva risoluzione del problema è consigliato sottoporre il bambino a un controllo medico e monitorare il decorso per escludere lo sviluppo di un’ernia ombelicale.

Come riconoscere una diastasi addominale

Come riconoscere una diastasi addominale? Se dopo 5-6 mesi dal parto la pancia è gonfia, con l’ombelico che tende a sporgere è probabile soffrire di questo problema. Un altro segnale tipico è una cresta o “pinna” che, sempre a diversi mesi dal parto, si forma in corrispondenza della linea alba dalla base dello sterno all’ombelico.

Un’evidenza di ciò è possibile verificarla quando, sdraiate sulla schiena e con le ginocchia flesse, si prova a eseguire il classico crunch.

Anche da sole si può testare la distanza tra le due fasce del muscolo retto. Basta inserire la punta delle dita di una mano nella fessura che si viene a creare, trasversalmente rispetto al retto dell’addome. Se almeno due dita sprofondano, può essere diagnosticata una diastasi. Fatta la propria autovalutazione, il passo successivo è consultarsi con un medico che potrà prescrivere un’ecografia della parete addominale o una risonanza magnetica.

Trattamento e cura ed esercizi

Il trattamento della diastasi dei retti addominali può avvenire attraverso esercizi specifici o, quando questi non portano alcun beneficio, intervenire chirurgicamente.

La terapia cosiddetta conservativa aiuta a gestire i sintomi e migliorare la capacità funzionale dei muscoli coinvolti, attraverso un allenamento posturale e di respirazione per attivare i muscoli del core. Tra questi, i muscoli maggiormente interessati coinvolti sono gli addominali trasversali, i lombari, il pavimento pelvico e il diaframma. Anche in questo caso l’autogestione non è consigliata, almeno nella fase iniziale della terapia di allenamento. Meglio, anzi caldamente consigliato rivolgersi a un professionista in modo da evitare movimenti errati che possono peggiorare la separazione addominale. E’ bene sapere che non esiste un allenamento unico per tutti; infatti, ognuno genera tensione lungo la propria linea alba in posizioni e modi diversi.

Entrando nel merito degli esercizi, quelli corretti si basano sulla contrazione isometrica del retto dell’addome. Un tipico esempio, per una persona allenata, è quello del plank regolare.

Durante l’allenamento sarebbe opportuno e salutare lavorare su tutti gli addominali, nonché stimolare anche gli addominali obliqui con dei planks laterali, ad esempio, e i trasversi, con uno stomach vacuum. Durante l’esercizio, che va svolto in espirazione, è necessario coinvolgere il diaframma; inoltre è propedeutico lavorare sul pavimento pelvico.

In caso di diastasi pronunciata o per donne non allenate, il consiglio è quello di eseguire esercizi meno faticosi e più orientati alla sensibilizzazione del core in gesti complessi.